Il Lautrec trovò concreti sostegni e supporti da parte di questa aristocrazia, allorquando cominciò ad invadere il regno con le sue truppe.
Il diffondersi della pubblicazione dei Capitoli servì a controllare le candidature nobiliari, visto che laggregazione ad una piazza, comunque portava prestigio e potere, specie durante il viceregno spagnolo.
11) lieta, Tumultus Neapolitani sub Petro Toleto, Napoli, 1769; berati, Tumulti avvenuti in Napoli nel 1547, Siena, 1910.Seggio di Fontanula per la presenza di una piccola fontana nel vicolo di Mezzocannone o forse anche per la presenza della nobile famiglia Fontanola.Fu anche emessa legge, Notamento delle diverse autorità ed ordine col quale si procede ne solenni baciamano, nel reame delle Due Sicilie, per la quale i cavalieri di Ordini cavallereschi nazionali potevano aspirare alla nobiltà generosa trasmettibile.Presentava, inoltre: 1- Arma del seggio : era formata da un cavallo frenato doro in campo azzurro/rosso.Difatti, per tale motivo, re Federico ritirò la legge sulla mobilizzazione dei demani, con cui si consentiva anche ai non nobili lacquisto di dette terre reali (cfr.E, quindi, comprensibile come i normanni dovettero accettare un sistema amministrativo delle città regie, basato su una già esistente organizzazione dei sedili, al fine di non inimicarsi le cittadinanze locali.Per adempiere a tale funzione si avvaleva della menzionata Giunta del buongoverno o Otto del buono Stato.Nei mesi successivi, infine, fu sedata definitivamente ogni altra forma di lotta, proseguita dal Toraldo, lAnnese ed il Guisa (24).Vi fu, inoltre, volontà reale di garantire a tale piazza gli stessi diritti e pubblici voti goduti dalla nobiltà (nel 1380 vi fu a Napoli anche una sommossa popolare per tale rivendicazione).



Paolo; Seggio Capo Piazza o Somma Piazza, così chiamato per essere collocato nella piazza più alta della città.
Francesco Caracciolo, Giovanni Sessa e Ferrante Carafa, iscrizione premio per la traduzione san pellegrino con lastensione delleletto del Popolo, Domenico Terracina.
La sede del seggio è oggi ricordata da una targa posta in piazza Portanova.
Il viceré di Napoli, don Giovanni Mariquez de Lara, giustificò il sovrano rifiuto con laver voluto evitare un contrasto tra la nobiltà di Piazza e la nobiltà fuori Piazza o extra sedile.
Mi Cappellani, durante munere, i privilegi di Prelati domestici di Sua Santità.Aveva come arma tre monti sormontati da tre uccellini, di cui uno in volo; Seggio di Porta.Si sedarono, poi, le rivolte scoppiate in Aversa, Isernia e Salerno.Le estine erano: Aleo, Albissa, Alneto, Arcamone, Arichiuto, Anco, Aneccio, Balestriero, Baiano, Buteo, Barbaro, Boccatorto, Brisaca, Bruto, Cicina, Cocchiola, Caputo Caruiserta, Cotogno, Cupidino, Colombo, Griffo, Cecalese, Cimbro, Caperuso, Calanda, Conza, Cannuto, de Toro, Faiella, Francone, Falce, Ferrara, Giontola, Guibeligna, Ganga, Genutio, Hercules, Iapanto, Iagante, Impero.Mattei, Storia dIsernia, Napoli, 1978, Vol.Inoltre, fu ordinato la redazione dellelenco dei feudatari, in cui non comparirono i feudatari delle piazze abolite.Nel 1526 una epidemia di peste sconvolge la città, decimando letteralmente i suoi abitanti e poi la guerra, che metteva a dura prova le capacità del territorio, terminò soltanto nel 1529.Nonostante ciò, i seggi di Capuana e Nido mantennero una loro regola di imparentamento tra le famiglie residenti, nonché fondarono loro monasteri per le proprie donzelle.