Il matrimonio felice con l'arte contemporanea porta in dote al Teatro diversi Abbiati, l'Oscar italiano per la lirica.
La sera della grande riapertura va in scena Il sogno di Partenope di Giovanni Simone Mayr, seguita da un ballo creato da Salvatore Viganò.
Ma la fabbrica del regalo auto taranto Teatro non può dirsi completa senza menzionare la facciata laterale realizzata su progetto di Francesco Gavaudan e Pietro Gesuè a seguito dell'abbattimento dell'ultimo baluardo del Palazzo Vecchio (1838-42).Il Teatro di San Carlo è stato costruito nel 1737, per volontà del Re Carlo III di Borbone fortemente intenzionato a dare alla città un nuovo teatro che rappresentasse il potere regio.Da allora, la scena del San Carlo si riempie di respiro rossiniano con le opere Armida, Mosè in Egitto, Ricciardo, Zoraide e ancora Ermione, La Gazza Ladra, Zelmira.L'epoca Barbaja, napoli splende tra le città di respiro europeo, con quasi mezzo milione di abitanti e il vivace flusso dei visitatori portata dalla voga del Grand Tour.E ancora i bozzetti di scena tergati Manzù, Adami e Hockney, Ontani, Rauschenberg e Picasso.Sono gli anni di Giuseppe Martucci pianist of continental fame, ammirato da Liszt e Anton Rubinstein e tra i più significativi compositori italiani del tardo ottocento.Il San Carlo e l'arte contemporanea.



Impossibile citare tutti i grandi musicisti e direttori d'orchestra che hanno scritto la storia gloriosa del Teatro: da Toscanini e Stravinskij a Bernstein e Sawallisch, da Gui a Santini, da Fricsay a Scherchen, da Cluytens a Mitropoulos, da Muti ad Abbado, da Busoni e Gavazzeni.
E ancora Casals, Arrau, Serkin, Tortelier, Richter, Kempff, Magaloff, Yo-Yo.
Fra i solisti delle leggende come Paganini, Sphor, Sarasade, Heiftez, Kreisler, RostropovicÂ, Benedetti Michelangeli, Pollini, Accardo e Kremer, Ciccolini, Ughi e Maisky, Ashkenazy e Argerich, un commosso Rubinstein, una giovanissima Jacquline Du Pré.Larchitetto toscano ne conserva, infatti, l'impianto a ferro di cavallo e la configurazione del boccascena, sebbene allargato e ornato nella superficie interna dal bassorilievo raffigurante Il Tempo e le Ore, ancor oggi esistente.È il 26 dicembre 1949.Il caposcuola del Neoclassicismo a Napoli interviene, a più riprese, sull'edificio che progressivamente acquisisce la fisionomia odierna.Mercadante e Verdi: la storia dell'opera in un duello musicale.Fortunate al San Carlo, tra Ottocento e Novecento, le opere di Puccini e la musica della giovane scuola di Mascagni e dei napoletani, per nascita e formazione, Leoncavallo, Giordano, Cilea e Alfano.