Trieste, capitale di più mondi, storia di tante storie è insieme - un simbolo e una metafora della complessità e delle contraddizioni del Novecento.
Lo stesso spirito di cambiamento che caratterizza lazione del Governo da me guidato.
Senz'altro apprezzabili le iniziative di partnership con l'Africa, in materia di sicurezza e sull'impegno ad operare un'accelerazione nel rimpatrio dei migranti irregolari.
Mentre celebriamo questo importante anniversario,.600 militari italiani sono impiegati allestero in missioni di pace delle Nazioni Unite, dellAlleanza Atlantica, dellUnione Europea, con grandi o piccoli contingenti.Tutti i settori DMT adottano nel loro programma il connubio Festival College affermato ormai da anni, 4 posto premio serie a offrendo una palestra di lavoro e confronto non solo ad attori ma anche a registi, non solo a danzatori ma anche a coreografi, regali tumblr per natale non solo a compositori ma anche.Si tratta di una sfida che può e deve essere raccolta con un approccio di responsabilità condivisa, in una logica di partenariato tra Paesi di origine, transito e destinazione dei flussi, che tenga conto dellesigenza prioritaria di garantire la dignità delle persone ma anche con.LItalia è un paese che ha nel suo DNA la promozione del dialogo e dellinclusività nei contesti politici di crisi.Un impegno sostenuto ormai da molti anni e per il quale raccogliamo lapprezzamento, per noi essenziale, in primo luogo delle comunità locali presso le quali ci troviamo ad operare.LItalia è fiera di essere tra i principali contributori alle operazioni di peacekeeping.Da anni lItalia è impegnata in operazioni di soccorso e salvataggio nel Mar Mediterraneo ed ha sottratto così alla morte decine di migliaia di persone, spesso da sola, come è stato più volte riconosciuto dalle stesse istituzioni europee allorché hanno affermato che lItalia aveva salvato.I più intrepidi, certamente, animati dallo sprezzo del pericolo e dalla forza della volontà.La guerra non risolse le antiche controversie tra gli Stati, ma ne creò di nuove e ancor più gravi, facendo sprofondare antiche e civili nazioni euopee nella barbarie dei totalitarismi e ponendo le basi per un altro, ancor più distruttivo, disumano ed esacerbato conflitto globale.La guerra non produsse, neppure per i vincitori, ricchezza e benessere ma dolore, miseria e sofferenze, nonché la perdita della primaria rilevanza dellEuropa in ambito internazionale.



Lo scoppio della guerra nel 1914 sancì, in misura fallimentare, lincapacità delle classi dirigenti europee dellepoca di comporre le aspirazioni e gli interessi nazionali in modo pacifico e collaborativo, anziché cedere - come invece avvenne - alle lusinghe di un nazionalismo aggressivo che si traduceva.
LEuropa oggi ha lopportunità di voltare pagina.
Lo facciamo con orgoglio legittimo e con passione, senza trascurare la sofferenza e il dolore che hanno segnato quella pagina di storia.
Signora Presidente, Signori Delegati, le responsabilità condivise, nella prospettiva di costruire società pacifiche, eque e sostenibili rappresentano un richiamo che condividiamo e che assumiamo come invito al cambiamento.Nel Giorno dellUnità Nazionale tutto il popolo italiano si stringe con riconoscenza attorno alle Forze Armate.Gli errori, gravi ed evitabili, delle classi dirigenti del secondo decennio del Novecento, e una conduzione della guerra dura e spietata degli Alti Comandi, non debbono e non possono mettere in ombra comportamenti eroici dei soldati e il loro sacrificio, compiuto in nome degli ideali.Ribadiamo la necessità di tracciare una linea comune che porti ad unUnione Europea più equa e più solidale, con unassunzione di responsabilità maggiore da parte dei nostri partner europei.Senza le donne quella vittoria non sarebbe stata possibile.Questa maggior sistematicità del programma artistico, che è a un tempo apertura e compattezza, mira anche a fare dei nostri Festival College dei luoghi di scambio sempre più attrezzati per offrire al pubblico occasioni preziose di conoscenza e di frequentazione dei mondi del teatro, della.Era una crocerossina, di famiglia borghese, partita per il fronte quando aveva appena 18 anni.Una borghese, una donna del popolo, la regina.





La morte e il sacrificio sono la cifra della guerra, che unisce tutti i soldati facendo gravare su di essi le sofferenze che provoca.
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Il lungo conflitto che da sette anni tormenta la Siria dimostra tutti i limiti delle soluzioni militari.